<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-260684081087068194</id><updated>2011-07-30T12:13:52.486-07:00</updated><title type='text'>diversi da chi?</title><subtitle type='html'>Perchè disabili, diversamente abili e non semplicemente persone? Quando mi presento agli altri non dico "piacere, elena nobile, portatrice di occhiali". E allora perchè questo non deve valere anche per le persone con un handicap?In questo blog vorrei soffermarmi, attraverso immagini, libri, film, sull'importanza di riconoscere la persona disabile prima di tutto come persona.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://diversidachi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>elena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09075360640536667741</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_npmYHSDH6-w/SpTgivX7QhI/AAAAAAAAAAU/ub0AMinf5pw/S220/DSCN0113.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>10</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260684081087068194.post-2974324919296204105</id><published>2009-09-23T23:44:00.000-07:00</published><updated>2009-09-24T00:05:36.747-07:00</updated><title type='text'>...divenatre emotivamente intelligenti ...</title><content type='html'>L'ascolto e la comprensione della vita emotiva altrui, che è ciò che dobbiamo essere in grado di fare per permettere alla persona di attualizzare le proprie capacità, iniziano dall'ascolto di se stessi. Questo perchè, come sottolinea Daniele Bruzzone in &lt;em&gt;Il sapere dei sentimenti, &lt;/em&gt;"Il difficile compito di accompagnare qualcuno, soprattutto quando si devono attraversare insieme i territori inospitali della fragilità, della malattia, della solitudine, esige una maturazione personale e una competenza emotiva che non si trova nei libri, ma si guadagna &lt;em&gt;vivendo e pensando&lt;/em&gt; ciò che si è vissuto".(p.60)&lt;br /&gt;Cioè, per essere in grado di agire in modo responsabile, dobbiamo diventare "emotivamente intelligenti", in grado di acquisire la capacità di riconoscere, accettare, esprimere correttamente le proprie emozioni, comprenderne il senso e, quando possibile, trasformarle. Infatti emozioni e sentimenti costituiscono ciò che rende autentico l'aver cura, dal momento che l'intenzione del gesto, l'intensità di una sguardo, la delicatezza di un tocco è quanto perviene alla persona  destinataria di cure sotto forma di calore umano, di disponibilità e invito ad incontrarsi al di là dei ruoli prestabiliti.&lt;br /&gt;Dobbiamo iniziare dunque a "dar credito" al sentire, che non significa negare il valore della ragione, ma ampliarne lo spettro, riconoscendo nella vita emotiva la forza di un'intelligenza penetrante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260684081087068194-2974324919296204105?l=diversidachi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diversidachi.blogspot.com/feeds/2974324919296204105/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/09/divenatre-emotivamente-intelligenti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/2974324919296204105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/2974324919296204105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/09/divenatre-emotivamente-intelligenti.html' title='...divenatre emotivamente intelligenti ...'/><author><name>elena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09075360640536667741</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_npmYHSDH6-w/SpTgivX7QhI/AAAAAAAAAAU/ub0AMinf5pw/S220/DSCN0113.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260684081087068194.post-8924166092352159484</id><published>2009-09-22T10:22:00.000-07:00</published><updated>2009-09-22T10:53:01.793-07:00</updated><title type='text'>...cura di sè...</title><content type='html'>E' vero, fino ad ora ho sostenuto che l'altro, nel nostro caso la persona disabile, è prima di tutto una persona. Ho cercato di portare degli esempi concreti (film, libri...), tuttavia non posso negare che a volte promuovere le capacità dell'altro non è cosa semplice. Anzi, sbaglio ... chiunque, con un minimo di sensibilità, può essere in grado di cogliere le potenzialità di chi gli sta di fronte. Ma quando questa relazione assume un connotato professionale, allora le cose cambiano. Non tanto per l'assunto paradigmatico (la centralità della persona), quanto per le emozioni che in certi momenti nascono.&lt;br /&gt;Che fare se un ragazzo ci picchia, ma questo è il suo modo per comunicarci qualcosa? O quando com molto entusiasmo ci presentiamo a casa con un bel gioco e crediamo che possa piacere al bambino, mentre per due ore nemmeno ci guarda? Queste situazioni sono all'ordine del giorno per chi decide di diventare educatore, ed è bene parlarne. Parlarne, non tanto perchè si possano trovare delle soluzioni, ma parlarne perchè un lavoro educativo responsabile si traduce in un cura dell'altro, ma anche una cura di sè. L'altro ci pone di fronte dei limiti, che molto spesso sono i nostri limiti. Dedicarsi , attraverso una disponibilità dispendiosa di energie emotive, alla cura dell'altro, genera una falsa vicinanza all'altro. Come sottolinea Vanna Iori "&lt;em&gt;la mancanza di cura di sè scambia per empatia un atteggaimento di dientificazione e fusionalità che sfocia in sentimenti oscillanti tra onnipotenza e impotenza. Fondamentale è accettare i nostri limiti: la vita degli altri non è nelle nostre mani soltanto, non siamo artefici del loro destino,  non è mai nelle nostre mani la soluzione di una situazione difficile" (&lt;/em&gt;Vanna Iori, &lt;em&gt;Il sapere dei sentimenti&lt;/em&gt;, FrancoAngeli 2009).&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260684081087068194-8924166092352159484?l=diversidachi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diversidachi.blogspot.com/feeds/8924166092352159484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/09/cura-di-se.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/8924166092352159484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/8924166092352159484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/09/cura-di-se.html' title='...cura di sè...'/><author><name>elena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09075360640536667741</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_npmYHSDH6-w/SpTgivX7QhI/AAAAAAAAAAU/ub0AMinf5pw/S220/DSCN0113.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260684081087068194.post-4341190634551335618</id><published>2009-09-21T09:54:00.000-07:00</published><updated>2009-09-21T10:05:30.728-07:00</updated><title type='text'>... Mirko Locatelli ...</title><content type='html'>In questo ultimo periodo mi sto dedicando molto alle piccole dedicate alla disabilità. Credo che, grazie all'utilizzo dell'immagine, certe emozioni possano arrivare prima. In questo mio percorso sto dedicando un'attenzione particolare ai documenti dedicati allepersone con autismo.&lt;br /&gt;Reperire questo materiale non è cosa semplice, molto spesso si trovano i titoli, le schede etc., ma poi non si trova in nessuna videoteca.&lt;br /&gt;Durante queste ricerche ho conosciuto la mediateca LEDHA, un servizio di raccolta e prestito di materiale audiovisivo dedicato alla disabilità. La direzione artistica è affidata al regista  Mirko Locatelli, da qualche anno presente sulla scena della cinematografia sociale con due flm molto apprezzati inerenti alla disabilità. Telefonando alla mediateca, mi sono trovata a parlare direttamente con Mirko Locatelli, così ho fatto un po di ricerhe su di lui. Scriverei volentieri qualche riga, ma ho trovato un video su Youtube in cui il regista viene intervistato.&lt;br /&gt;Credo possa essere utile per tutti darci un occhio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona visione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fsUGa5DWq4I&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/fsUGa5DWq4I&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260684081087068194-4341190634551335618?l=diversidachi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diversidachi.blogspot.com/feeds/4341190634551335618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/09/mirko-locatelli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/4341190634551335618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/4341190634551335618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/09/mirko-locatelli.html' title='... Mirko Locatelli ...'/><author><name>elena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09075360640536667741</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_npmYHSDH6-w/SpTgivX7QhI/AAAAAAAAAAU/ub0AMinf5pw/S220/DSCN0113.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260684081087068194.post-8159881780843110969</id><published>2009-09-20T01:48:00.000-07:00</published><updated>2009-09-20T02:56:12.786-07:00</updated><title type='text'>...la centralità della persona a Cascina Rossago...</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5383477329741622210" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 169px; CURSOR: hand; HEIGHT: 73px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_npmYHSDH6-w/SrX0G8eeK8I/AAAAAAAAABM/L7AtjuMy37U/s400/cascina+rossago.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Uno dei luoghi di cura in cui viene data veramente centralità all'altro come persona è Cascina &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Rossago&lt;/span&gt;, struttura &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;residenziale&lt;/span&gt; per giovani ed adulti con autismo situata nell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;oltrepo&lt;/span&gt; pavese. Qualche anno fa ho partecipato ad un convegno sull'autismo e i relatori erano il prof. Barale e la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;dott&lt;/span&gt;. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Ucelli&lt;/span&gt; di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Nemi&lt;/span&gt;, fondatori e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;coordinatori&lt;/span&gt; di Cascina &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Rossago&lt;/span&gt;. Ricordo che avevo iniziato a lavorare da poco con i bimbi autistici ed ero alla ricerca di una metodologia e quindi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;indirettamente&lt;/span&gt; di una teoria &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;epistemologicamente&lt;/span&gt; valida (l'approccio cognitivo- &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;comportamentale&lt;/span&gt;, che in Italia va per la maggiore, è troppo lontano da quello che io sono come persona). Beh, che dire? L'incontro con il Prof. Barale e la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;dott&lt;/span&gt;.&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;ssa&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Ucellli&lt;/span&gt; è stato illuminante. Quel giorno decisi che avrei dovuto fare il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;tirocionio&lt;/span&gt; da loro: certo il posto era lontano, Cascina si trova nella zona dell'&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;oltrepo&lt;/span&gt; pavese, ma sentivo che era un'occasione che non dovevo perdere.&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Infatto&lt;/span&gt; la tensione che anima Cascina &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Rossago&lt;/span&gt;, che è la I &lt;em&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Farm&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;comunity&lt;/span&gt; &lt;/em&gt;in Italia, è quella di generare delle condizioni ecologiche specifiche per l'adulto con autismo offrendo dei contesti regolati di attività in sintonia con le stagioni. Le condizioni (dal trekking nei boschi al lavoro nei campi, dalla pulizia delle stalle alla produzione di oggetti in laboratori di tessitura, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;falegnameria&lt;/span&gt; e ceramica, dal laboratorio di musica a quello cognitivo) non sono attività di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;intrattenimento&lt;/span&gt;, ma veri e propri lavori, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;fondamentali&lt;/span&gt; per lo sviluppo del processo maturatovi dei residenti.&lt;br /&gt;L'agire dell'equipe di Cascina &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;Rossago&lt;/span&gt; si dipana come vera e propria estensione della holding &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;winnicottiana&lt;/span&gt;. E' perciò centrale l'importanza dello spazio mentale quale spazio di accoglienza dell'altro, condizione che genera un ambiente affettivo-emotivo all'interno del quale ogni ragazzo, nel proprio particolare ed unico modo di esistere, è in grado di manifestare la propria &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;soggettività.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per il momento sono andata a Cascina per 2 periodi da 2 settimane come volontaria.&lt;br /&gt;Ciò che ho potuto osservare è che gli aspetti teorici alla base del progetto hanno una propria &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;declinazione&lt;/span&gt; pratica. A Cascina Rossano, ciò che conta, è prima di tutto la relazione con i ragazzi, la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;strutturazione&lt;/span&gt; di contesti in cui veramente la loro &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;soggettività&lt;/span&gt;, anche se in forma aurorale, possa esplicarsi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutto questo lo si vive, lo si percepisce stando con loro, ma ci sono anche degli eventi che &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;rappresentano&lt;/span&gt; la "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;testimonianza&lt;/span&gt; oggettiva" di quanto appena detto. Uno fra tutti, la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;pubblicazione&lt;/span&gt; della raccolta di poesie ad inizio anno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il libro s'intitola&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; Io sento anche se non parlo. Pensieri per parlare&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; e l'autore è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;Ike&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;Hasbani&lt;/span&gt;, uno degli "inquilini" di Cascina. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;Ike&lt;/span&gt;, attraverso la scrittura facilitata, ha scritto in questi anni brevi ma acutissime liriche che spaziano dai sentimenti che prova per i componenti dalla sua famiglia, all'amore, alla danza, a qualsiasi cosa rappresenti la vita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il poetare di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;Ike&lt;/span&gt; è certamente il suo talento, la sua capacità di affinare una tecnica acquisita attraverso letture e studi, ma è anche il suo strumento per raccontarsi e condividere con l'altro ciò che sta dentro e fuori di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;sè&lt;/span&gt;. Infatti &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;Ike&lt;/span&gt; comunica proprio attraverso queste poesie &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;perchè&lt;/span&gt;, come dice il titolo stesso del libro, non parla. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un assaggio per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_40"&gt;incuriosisrvi&lt;/span&gt; e stimolarvi a comprare il libro&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Io sento anche se non parlo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Dico stop a regole e leggi inutili per me ed altra gente.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Levo le mie urla acute verso il cielo, stridono,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;ma mia voce voglio che si oda.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Dovete ascoltare mie urla, date loro giusto significar.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Ben sono chiaro e dal tono si comprende significato&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Mio umore.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Se acuto e simile a fischio, sono sereno e felice&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Se &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_41"&gt;civettoso&lt;/span&gt; e a tratti muto, sono agitato.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Se &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_42"&gt;simil&lt;/span&gt; pianto, sono stufo.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Come non capite i miei gesti?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Se mi nascondo dietro angoli, è per meglio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;ascoltare voci fastidiose.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Se mi metto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_43"&gt;amorevolmente&lt;/span&gt; cuscini in testa,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;proteggo le mie emozioni.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Se molti cinque do, è per sentirmi partecipe.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Se vado sotto le coperte, mi sento protetto.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Bene vi parlo e sopportate miei bizzarri gesti come&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Io faccio con Voi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;quando soffocate con troppe parole,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;quando fingete che non ci sono e parlate di me,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Io sento anche se non parlo.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260684081087068194-8159881780843110969?l=diversidachi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diversidachi.blogspot.com/feeds/8159881780843110969/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/09/la-centralita-della-persona-cascina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/8159881780843110969'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/8159881780843110969'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/09/la-centralita-della-persona-cascina.html' title='...la centralità della persona a Cascina Rossago...'/><author><name>elena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09075360640536667741</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_npmYHSDH6-w/SpTgivX7QhI/AAAAAAAAAAU/ub0AMinf5pw/S220/DSCN0113.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_npmYHSDH6-w/SrX0G8eeK8I/AAAAAAAAABM/L7AtjuMy37U/s72-c/cascina+rossago.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260684081087068194.post-2712774219737373526</id><published>2009-09-19T08:33:00.000-07:00</published><updated>2009-09-19T09:36:57.917-07:00</updated><title type='text'>... sessualità e disabilità ...</title><content type='html'>Se il nostro obiettivo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;dev&lt;/span&gt;'essere quello di guardare all'altro come &lt;em&gt;persona&lt;/em&gt;, allora &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;perché&lt;/span&gt; la questione &lt;em&gt;sessualità e disabilità,&lt;/em&gt; ancora oggi, un tabù? &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Perché&lt;/span&gt; ci si occupa del sostegno scolastico, dell'inserimento lavorativo etc, ma non si trova nemmeno una pagina all'interno del PEI che riguardi la sessualità della persona in questione?&lt;br /&gt;Credo sia un nostro grosso errore quello di pensare che non sia necessario occuparsi di quest'aspetto. Comprendo che possa succedere in quanto la situazione possa spaventarci, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;disorientarci&lt;/span&gt;, farci sentire confusi. E' inoltre evidente che molto spesso le famiglie vogliono negare questo aspetto del proprio figlio.&lt;br /&gt;Ritengo, a questo proposito, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;fondamentale&lt;/span&gt; una prima riflessione su ciò che s'intende per sessualità. Le prossime righe sono la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;rielaborazione&lt;/span&gt; di una ricerca svolta per un'esame &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;universitario&lt;/span&gt; collegate ad un intervento del prof. Alici durante un convegno a cui ho assistito.&lt;br /&gt;La sessualità non va pensata come puro atto fisico, bensì come &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;emozioni&lt;/span&gt;, percezioni, relazioni costitutive dell'essere umano in quanto tale. Si tratta cioè di una forma d'amore come volto libero e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;promozionale&lt;/span&gt; del bene. Diventa quindi il terzo della relazione quale elemento &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;fondamentale&lt;/span&gt; atto a garantire quell'autentica reciprocità grazie alla quale la relazione si trasforma in legame profondo. L'amore rappresenta dunque il polo emotivo delle relazioni umane (la giustizia il polo etico) ed è proprio grazie all'amore che diventa possibile vivere una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;progettualità&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;riqualificando&lt;/span&gt; così la dimensione emotiva dell'essere umano, dunque l'unitarietà della persona.&lt;br /&gt;Allora, se quanto appena letto risulta convincente, la domanda che continua a vagare per la mia testa è : &lt;em&gt;negando la sessualità alle persone disabili, non si rischia di negare la loro dignità come persone?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ciò a cui tengo molto e verso cui vorrei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;direzionare&lt;/span&gt; la mia attenzione è proprio questo tema. Cioè vorrei che, proprio in quanto elemento costitutivo della persona in quanto tale, la sessualità della persona disabile non venisse pensata come un'optional, una concessione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;condizionata&lt;/span&gt;, ma come un desiderio che possa prendere forma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra le varie letture sull'argomento, ritengo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;particolarmente&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;significativo&lt;/span&gt; un paragrafo tratto dal libro&lt;em&gt; Sesso e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;sessualità&lt;/span&gt; nei disturbi autistici. &lt;/em&gt;L'autrice del libro è&lt;em&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Wendy&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Lawson&lt;/span&gt;, &lt;/em&gt;madre di quattro figli, da bambina &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;diagnosticata&lt;/span&gt; come ritardata mentale, da ragazzina come &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;schizzofrenica&lt;/span&gt; e, nel 1994 ha avuto l'ultima diagnosi: disturbo dello spettro autistico. Sposata, ha poi divorziato e ha perso &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;tragicamente&lt;/span&gt; un figlio.&lt;br /&gt;Nel testo si legge:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Anche se parlare di sesso e sessualità significa evoca re immagini che mettono a disagio molte persone, è necessario saper affrontare questi argomenti, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;comprenderli&lt;/span&gt; e saperne discutere senza imbarazzo. E' evidente inoltre che, per tutti noi come esseri umani, questi temi sono tra i più &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;interessanti&lt;/span&gt;: molte persone dedicano molte ore ad esplorarli, magari navigando su internet. Ritornando all'autismo, esso &lt;strong&gt;&lt;em&gt;non impedisce ad una&lt;/em&gt; &lt;em&gt;persona di svilupparsi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;sessualmente&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/strong&gt;o di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;voler esplorare la&lt;/em&gt; &lt;em&gt;propria&lt;/em&gt; &lt;em&gt;sessualità&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Il modo attraverso cui ciò avviene può fare la differenza tra esperienze positive, capaci di aumentare la fiducia in &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;sè&lt;/span&gt; della persona e i tristi incontri che possono aprire la porta alla depressione, al calo di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;autostima&lt;/span&gt;, all'ansia e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;persino&lt;/span&gt; a forma di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;autolesionismo&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Ciò che mi preme &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;sottolineare&lt;/span&gt; è che, come ho già detto sopra, l'autrice del testo è una donna autistica. Questa è una &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;testimonianza&lt;/span&gt; dal "di dentro", da chi vive in una situazione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;apparentemente&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;solipsistica&lt;/span&gt;. Eppure, c'è una certa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;consapevolezza&lt;/span&gt; e un desiderio che non devono e non possono mai essere negati a nessuno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Riguardo a questo argomento segnalo:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;A proposito di sentimenti&lt;/em&gt;, documento filmico diretto da Daniele &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;Segre&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Piovono mucche, &lt;/em&gt;un film d Luca &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;Vendruscolo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Attraente, originale ... &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;emotivamente&lt;/span&gt; pericoloso&lt;/em&gt;, libro di Barbara &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;Jacobs&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260684081087068194-2712774219737373526?l=diversidachi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diversidachi.blogspot.com/feeds/2712774219737373526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/09/sessualita-e-disabilita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/2712774219737373526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/2712774219737373526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/09/sessualita-e-disabilita.html' title='... sessualità e disabilità ...'/><author><name>elena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09075360640536667741</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_npmYHSDH6-w/SpTgivX7QhI/AAAAAAAAAAU/ub0AMinf5pw/S220/DSCN0113.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260684081087068194.post-3831926572037733021</id><published>2009-09-18T02:37:00.000-07:00</published><updated>2009-09-18T03:05:57.808-07:00</updated><title type='text'>...la danceability...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Riflettendo sulle mie esperienze degli ultimi anni, mi sono resa conto che la prima volta in cui ho autenticamente vissuto la persona disabile come persona, è stato 3 anni fa in occasione di uno spettacolo di Danceability.&lt;br /&gt;Nei primi anni settanta nasce la Contact Improvisation, tecnica di danza che vede le proprie origini grazie al lavoro di un gruppo di danzatori sulla comunicazione possibile attraverso il contatto e su nuove possibilità di movimento. La Danceability è parte specifica della Contact Improvisation, di cui utilizza i principi base.&lt;br /&gt;Questa danza, che si basa principalmente sull’improvvisazione dei movimenti in base alla musica, si sviluppa attraverso un dialogo fisico in cui tutti i sensi sono coinvolti. Essa si fonda sulla fiducia reciproca, la fluidità, l’equilibrio. Muoversi mantenendo il contatto con l’altro, cercando di risolvere ogni azione in passaggi semplici e fluidi, potenzia la capacità di relazione e la percezione sensoriale. Il corpo riceve un’informazione qualificata, si educa al peso, al peso dinamico, allo spazio e al tempo; acquisisce così una consapevolezza dei propri limiti, ma anche delle proprie potenzialità.&lt;br /&gt;La rivoluzione di questa tecnica è di rendere la danza accessibile a tutti, senza limiti di età e fisici. Nella Danceability si scoprono il terreno comune per muoversi con la gravità, che è la base di questa danza, e la comunicazione spontanea attraverso il contatto. Così si possono fare nuove esperienze delle proprie abilità (e dis-abilità) nel muoversi con un’altra persona ed andare oltre i limiti cui si è abituati.&lt;br /&gt;Attraverso questa forma di danza, che è basata sulla consapevolezza, persone con differenti abilità fisiche creano esperienze di reciproca uguaglianza. E’ proprio questo ciò che ho avvertito nel momento in cui, 3 anni fa, ho assistito al primo spettacolo di Danceability. E’ una sensazione che mai dimenticherò. In questo fluire leggero di corpi, accompagnati da una musica particolarmente emozionante, per la prima volta ho percepito il venir meno della diversità. Chi era il disabile e chi l’abile? Percezioni, queste, molto difficili da verbalizzare … situazione che forse, meritano di essere ricordate senza dover essere categorizzate attraverso la parola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'anno in cui h assistito a questo spettacolo, stavo svolgendo il Servizio Civile presso una comunità residenziale per persone disabili di Padova. Una delle ragazze della comunità praticava (e lo fa tutt'ora) la Danceability, così su consenso del coordinatrice, ho trascorso qualche ora con S. per farle alcune domande.&lt;br /&gt;Ricordo che prima di trovarmi con lei avevo preparato una serie di domande, ma poi, seduta in camera sua, ho compreso quanto importante fosse lasciare che lei, in qualche modo, guidasse il nostro dialogo. Per questo motivo ho cercato di mantenere sempre la direzione del percorso ponendo delle domande, ma allo stesso tempo rispettando le sue esigenze. In particolare quella per cui i ragazzi con sindrome di Down mancando quasi totalmente di pensiero simbolico, tendono a parlare di ciò che è pratico, concreto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riporto una parte, credo molto significativa, di quella chiacchierata così intensa. S. mi stava dicendo che è molto contenta di svolgere questa attività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D: Perché?&lt;br /&gt;R: Primo perché vorrei imparare a danzare e poi, ancora di più, per stare a contatto con queste persone. Perché quando sento il contatto dell’altro e si danza si crea un’emozione.&lt;br /&gt;D: Questa emozione si è creata da subito?&lt;br /&gt;R: No, ci è voluto del tempo, il primo anno era tanto difficile.&lt;br /&gt;D: Perché crea emozione?&lt;br /&gt;R: Perché quando l’altra persona lavora con me e io chiudo gli occhi, quando lui si avvicina sento i suoi sentimenti.&lt;br /&gt;D: Che sentimenti senti?&lt;br /&gt;R: Mi trasmette coraggio e gioia.&lt;br /&gt;D: Gioia per che cosa?&lt;br /&gt;R: Gioia per essere su di morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non succede anche a noi, quando balliamo, di essere felici, di sentire l'altro più vicino? Quanti film sono stati girati ponendo come oggetti d'interesse il ballo e le relazioni che da questo contatto vengono a generarsi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il video che propongo è una rappresentazione fatta dall'Ass. Ottavo Giorno di Padova in occasione della festa del volontariato il 7 settembre 2007.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/AZa_cfMnyYA&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/AZa_cfMnyYA&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260684081087068194-3831926572037733021?l=diversidachi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diversidachi.blogspot.com/feeds/3831926572037733021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/09/la-danceability.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/3831926572037733021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/3831926572037733021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/09/la-danceability.html' title='...la danceability...'/><author><name>elena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09075360640536667741</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_npmYHSDH6-w/SpTgivX7QhI/AAAAAAAAAAU/ub0AMinf5pw/S220/DSCN0113.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260684081087068194.post-5128485737586115722</id><published>2009-09-17T01:55:00.000-07:00</published><updated>2009-09-18T03:07:09.413-07:00</updated><title type='text'>...riflessione ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_npmYHSDH6-w/SrID8Gf33_I/AAAAAAAAABE/_9DDaWb6DFE/s1600-h/reciprocit%C3%A0.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5382368835732496370" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 106px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_npmYHSDH6-w/SrID8Gf33_I/AAAAAAAAABE/_9DDaWb6DFE/s320/reciprocit%C3%A0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Confrontandomi con dei cari amici mi sono resa conto di come, per noi educatori, l'altro rappresenti prima di tutto una persona (non un paziente, non un utente ...). Molto spesso agli occhi degli altri professionisti, possiamo apparire come dei "semplicioni", che si avvicinano al prossimo con un gran sentimento d'amore, di accoglienza, ma senza molta cognizione di causa. Cioè, noi educatori, abbiam ancora un'identità professionale troppo debole, liquida ... chiunque, a detta di molti, può fare l'educatore!!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma è veramente così? Io credo che effettivamente non tutti possano alzarsi un mattina e decidere di diventare educatori: come per tutte le professioni incentrate sulla relazione d'aiuto, anche nel nostro lavoro c'è bisogno di una vocazione, di sentire che è ciò che veramente si vuole fare. Dall'altra però credo che dovremmo iniziare a riflettere in modo più preciso e puntuale sulla direzione intenzionale dei nostri gesti. In questo caso la filosofia dell'educazione ci aiuta a definire tre piani fondamentali da cui partire. Uno di questi è rappresentato dalla questione antropologica, chi è l'altro per noi? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa domanda è centrale anche all'interno di questo blog. Infatti se ciò che voglio proporre è di cercare di avvicinarsi alla persona disabile lasciando da parte i deficit che ha, ma guardando all'altro come esistenza, come persona, quindi come possibilità di relazione, forse è il caso di specificare meglio che cosa s'intende con il concetto di persona. Fra i vari filosofi che hanno parlato della persona, mi sta particolarmente a cuore la definizione che viene data da Pareyson: "&lt;em&gt;la persona può essere definita come esistenza". &lt;/em&gt;L'esistenza è, secondo il filosofo, il risultato concreto della dialettica tra due termini antinomici. Proprio l'esistenza si definisce attraverso 3 coppie antinomiche: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;-iniziativa/situazione:&lt;/em&gt; l'i., cioè la possibilità che io sono, che sempre guida la situazione trascendendola, la s. che è ciò in cui mi trovo gettato, ma che può essere qualificata dall'iniziativa, quindi la possibilità che la trascende. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;-passività/attività: &lt;/em&gt;la situazione è passività (non scelgo o la mia natura, il corpo con cui sono nato), ma la mia libertà è la possibilità di scelta, di giudizio, quindi di attività.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;-definitezza/infinità: &lt;/em&gt;definitezza situativa in cui mi trovo a vivere, ma infinità di sviluppo (il tempo del progetto)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora, trovarsi gettati in una situazione non scelta, ma aver la possibilità di direzionare il nostro sviluppo, credo accomuni ogni essere vivente che sia definibile persona. Cioè, certamente nascere in un piccolo paese abbandonato e nascere in un corpo con un deficit non è, per intensità, la stessa definitezza situativa. &lt;em&gt;Esistono cioè gradi diversi di limite, ma ciò che conta è che esistano per tutti. &lt;/em&gt;Proprio per questo l'altro è prima di tutto una persona.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260684081087068194-5128485737586115722?l=diversidachi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diversidachi.blogspot.com/feeds/5128485737586115722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/09/riflessione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/5128485737586115722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/5128485737586115722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/09/riflessione.html' title='...riflessione ...'/><author><name>elena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09075360640536667741</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_npmYHSDH6-w/SpTgivX7QhI/AAAAAAAAAAU/ub0AMinf5pw/S220/DSCN0113.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_npmYHSDH6-w/SrID8Gf33_I/AAAAAAAAABE/_9DDaWb6DFE/s72-c/reciprocit%C3%A0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260684081087068194.post-3071367869138230398</id><published>2009-09-16T01:28:00.000-07:00</published><updated>2009-09-18T03:07:52.879-07:00</updated><title type='text'>...emozioni ...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ci sono tanti filmati su Youtube interessanti e forse più inerenti alla tematica di questo blog. Tuttavia oggi, cercando qua e là, mi sono imbattuta nel video che vedrete e ho deciso di pubblicarlo. Questo in primo luogo perchè guardando il video un brivido mi ha percorso tutta la schiena (e credo che soprattutto nel nostro lavoro le emozioni siano indicatori fondamentali), ma anche perchè, e questa è la motivazione più razionale, mi ha fatto riflettere. Sì, perchè noi, almeno parlo per me, riusciamo a vivere la persona disabile come &lt;em&gt;persona&lt;/em&gt; e pensiamo che sia "normale" così. Tuttavia questa non è una fotografia esatta di quello che succede nella realtà. E, molto spesso, perfino i genitori vedono quasi esclusivamente la disabilità del figlio. Da qui nascono sentimenti di iperprotezione che potano il ragazzo a rimanere bloccato nella gabbia di eterno bambino. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco, il filmato che propongo, credo possa rappresentare l'amore con la A maiuscola di un padre per un figlio. Un padre che si dà completamente al figlio per soddisafre il suo desiderio e che supera ql ostacolo, nonostante la disabilità del figlio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il filmato sarà in grado di evocare molto di più di quello che sto dicendo ... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/j2es94KW4J0&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/j2es94KW4J0&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260684081087068194-3071367869138230398?l=diversidachi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diversidachi.blogspot.com/feeds/3071367869138230398/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/09/emozioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/3071367869138230398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/3071367869138230398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/09/emozioni.html' title='...emozioni ...'/><author><name>elena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09075360640536667741</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_npmYHSDH6-w/SpTgivX7QhI/AAAAAAAAAAU/ub0AMinf5pw/S220/DSCN0113.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260684081087068194.post-4838229965863213019</id><published>2009-08-29T05:37:00.000-07:00</published><updated>2009-09-18T03:09:19.797-07:00</updated><title type='text'>...persone...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Proprio a partire dalla convinzione e il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;riconoscimento&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che le persone &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;diversamente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; abili sono, prima di tutto persone, mi piacerebbe provare a parlarne "attraverso" di loro. Cioè, senza nulla togliere alla letteratura intorno alla questione (consiglio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;caldamente&lt;/span&gt; la lettura di A. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Canevaro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; e, ovviamente R. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Caldin&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;) mi piacerebbe &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;utilizzarei&lt;/span&gt; questo blog per far conoscere a tutti le "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;testimonianze&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; dall'interno". C'è infatti un mondo ... filmografia, letteratura, pensata dalle persone disabili per spiegare la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;loro&lt;/span&gt; condizione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;esistenziale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. Credo che, soprattutto per noi educatori, sia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;fondamentale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; attingere a queste fonti ... abbiamo sempre qualcosa da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;imparare&lt;/span&gt;!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora, tanto per &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;inizare&lt;/span&gt; e per riprendere quello che ho scritto nel precedente post, propongo la seguente poesia (che ho trovato oggi vagando su internet)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Chiamatemi per nome&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Non voglio più essere conosciuta &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;per ciò che non ho&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;ma per quello che sono:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;una persona come tante altre&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Chiamatemi per nome.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Anch&lt;/span&gt;'io ho un volto, un sorriso, un pianto,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;una gioia da condividere.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Anch&lt;/span&gt;'io ho pensieri, fantasia, voglia di volare.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Chiamatemi per nome.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Non più portatrice di handicap, disabile,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;handicappata&lt;/span&gt;, cieca, sorda, spastica, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;tetraplegica&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Forse usate chiamare gli altri:&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;"portatore di occhi castani" oppure "inabile a cantare"?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;o ancora: "miope" oppure "presbite"?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Per favore.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Abbiate il coraggio della novità.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Abbiate occhi nuovi per scoprire che,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;prima di tutto,io "sono".&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Chiamatemi per nome. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poesia scelta dall’&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Associazione&lt;/span&gt; “Sesto Senso”, vincitrice del concorso "Chiamatemi per nome" &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;promosso dall&lt;/span&gt;' &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Associazione&lt;/span&gt; "&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Integrazione&lt;/span&gt;" &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Onlus&lt;/span&gt; e dal Centro &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Documentazione&lt;/span&gt; Handicap di Bologna. E' questa una delle tante voci della disabilità che può aiutarci a comprendere il lato più profondo ed emotivo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;della&lt;/span&gt; disabilità. Le parole di questa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;semplice&lt;/span&gt; poesia, che ha però i connotati di un urlo disperato, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;trasmettono&lt;/span&gt; la difficoltà di non essere &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;riconosciuti&lt;/span&gt;, se non attraverso la loro condizione disabile.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260684081087068194-4838229965863213019?l=diversidachi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diversidachi.blogspot.com/feeds/4838229965863213019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/08/persone.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/4838229965863213019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/4838229965863213019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/08/persone.html' title='...persone...'/><author><name>elena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09075360640536667741</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_npmYHSDH6-w/SpTgivX7QhI/AAAAAAAAAAU/ub0AMinf5pw/S220/DSCN0113.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-260684081087068194.post-3483586935125228936</id><published>2009-08-28T01:31:00.000-07:00</published><updated>2009-09-18T03:09:47.083-07:00</updated><title type='text'>...all'inizio...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;E' da parecchi anni che mi relaziono, per motivi diversi, a persone disabili. In questo tempo io sono molto cambiata, e quindi anche il modo e la consapevolezza con cui mi rapporto a queste persone. In particolare, se da esperienza di volontariato ho deciso di attribuire a questi incontri un connotato diverso, cioè quello professionale (e questo solo perché nel tempo ho compreso la meraviglia di questo lavoro, che spesso io sento come momenti di vita) è grazie alla presenza, nel mio cammino di tre persone: Andrea, Piercarlo e Silvia. Andrea, con la sua spontaneità e la capacità i sentire immediatamente gli stati d'animo altrui, oltre che per la sua forte ansia (che in quel periodo vivevo anch'io); Piercarlo che mi ha insegnato a comunicare con i gesti, ad essere pazienti e a capire che non sempre gli altri hanno voglia di interagire, ma che per questo non significano che non i siano vicini; Silvia, la ragazza che comunica con lo sguardo ... Inconsapevolmente (non ero ancora iscritta all'università) nella relazione con questi tre ragazzi ho vissuto il carattere di reciprocità che dovrebbe connotare la relazione educativa. Infatti, se da un lato io mi avvicinavo a loro cercando di soddisfare i loro desideri o di star loro vicino nel momento del bisogno, loro mi hanno regalato molto. Momenti di gioia, di felicità, anche di confusione. Eh si, perché forse per la prima volta, ho abbandonato la ragion teoretica (arrivo dalla filosofia) per far parlare la pancia: solo in questo modo era possibile provare a creare una relazione autentica e quest’aspetto si è rivelato fondamentale in tutta la mia vita, nel mio esistere quotidiano, non solo con le persone disabili. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/260684081087068194-3483586935125228936?l=diversidachi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diversidachi.blogspot.com/feeds/3483586935125228936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/08/allinizio_28.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/3483586935125228936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/260684081087068194/posts/default/3483586935125228936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diversidachi.blogspot.com/2009/08/allinizio_28.html' title='...all&apos;inizio...'/><author><name>elena</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09075360640536667741</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_npmYHSDH6-w/SpTgivX7QhI/AAAAAAAAAAU/ub0AMinf5pw/S220/DSCN0113.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
