Proprio a partire dalla convinzione e il riconoscimento che le persone diversamente abili sono, prima di tutto persone, mi piacerebbe provare a parlarne "attraverso" di loro. Cioè, senza nulla togliere alla letteratura intorno alla questione (consiglio caldamente la lettura di A. Canevaro e, ovviamente R. Caldin) mi piacerebbe utilizzarei questo blog per far conoscere a tutti le "testimonianze dall'interno". C'è infatti un mondo ... filmografia, letteratura, pensata dalle persone disabili per spiegare la loro condizione esistenziale. Credo che, soprattutto per noi educatori, sia fondamentale attingere a queste fonti ... abbiamo sempre qualcosa da imparare!!!
E allora, tanto per inizare e per riprendere quello che ho scritto nel precedente post, propongo la seguente poesia (che ho trovato oggi vagando su internet)
E allora, tanto per inizare e per riprendere quello che ho scritto nel precedente post, propongo la seguente poesia (che ho trovato oggi vagando su internet)
Chiamatemi per nome
Non voglio più essere conosciuta
per ciò che non ho
ma per quello che sono:
una persona come tante altre
Chiamatemi per nome.
Anch'io ho un volto, un sorriso, un pianto,
una gioia da condividere.
Anch'io ho pensieri, fantasia, voglia di volare.
Chiamatemi per nome.
Non più portatrice di handicap, disabile,
handicappata, cieca, sorda, spastica, tetraplegica.
Forse usate chiamare gli altri:
"portatore di occhi castani" oppure "inabile a cantare"?
o ancora: "miope" oppure "presbite"?
Per favore.
Abbiate il coraggio della novità.
Abbiate occhi nuovi per scoprire che,
prima di tutto,io "sono".
Chiamatemi per nome.
Poesia scelta dall’Associazione “Sesto Senso”, vincitrice del concorso "Chiamatemi per nome" promosso dall' Associazione "Integrazione" Onlus e dal Centro Documentazione Handicap di Bologna. E' questa una delle tante voci della disabilità che può aiutarci a comprendere il lato più profondo ed emotivo della disabilità. Le parole di questa semplice poesia, che ha però i connotati di un urlo disperato, trasmettono la difficoltà di non essere riconosciuti, se non attraverso la loro condizione disabile.
interessante, ti seguirò
RispondiEliminaciao